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sabato 10 gennaio 2015

Con la crisi il 15% degli italiani ha effettuato meno controlli per motivi economici

Nel 2013 si è registrato un calo dei controlli sanitari da parte della popolazione italiana. Certamente dovuto alla crisi che ha portato molti pazienti a rinunciare alla spesa legata ad un controllo spesso utile soltanto a tranquillizzarci. Anche se la cosa non può rasserenarci, anzi. Infatti la nostra salute dovrebbe avere sempre la precedenza sulle altre nostre voci di spesa. Cosa che resta, certo, ma che il calo segnala con preoccupazione. La maggioranza degli italiani, infatti, (53%) ha razionalizzato negli ultimi 12 mesi le spese per la salute. Il 38% fa solo le visite indispensabili quando ne ha davvero bisogno, mentre il 15% dichiara apertamente di effettuare meno controlli per motivi economici.

domenica 14 dicembre 2014

Salute e povertà. Aumentano gli assistiti italiani

La crisi economica che sta mettendo in chiara difficoltà tante famiglie italiane continua a fare vittime mentre non si vede nessuno spiraglio di luce. Un metro per misurare questo profondo malessere c’è dato in maniera chiara dai dati forniti dall'Istituto per la salute dei migranti e delle malattie della povertà. Infatti sono in aumento gli italiani che ricorrono all’Istituto e che sono infatti passati dall'8% del 2008 al 42% di oggi. Il drammatico dato è emerso nel 1° convegno annuale ‘La salute di tutti, nessuno escluso’, promosso a Roma dall'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e delle malattie della povertà (Inmp), che si è tenuto recentemente al San Gallicano di Roma, dove è stato anche presentato il Libro Bianco 'Equità nella Salute'. Inoltre, le diseguaglianze in salute costano anche in termini economici: almeno il 10% del Pil, in un quadro economico sempre più complicato in cui, secondo i dati Eurostat, le persone a rischio povertà o esclusione sociale in Italia hanno raggiunto il 28,4% della popolazione.