Nel 2013 si è registrato un calo dei controlli sanitari da
parte della popolazione italiana. Certamente dovuto alla crisi che ha portato
molti pazienti a rinunciare alla spesa legata ad un controllo spesso utile
soltanto a tranquillizzarci. Anche se la cosa non può rasserenarci, anzi.
Infatti la nostra salute dovrebbe avere sempre la precedenza sulle altre nostre
voci di spesa. Cosa che resta, certo, ma che il calo segnala con
preoccupazione. La maggioranza degli italiani, infatti, (53%) ha razionalizzato
negli ultimi 12 mesi le spese per la salute. Il 38% fa solo le visite
indispensabili quando ne ha davvero bisogno, mentre il 15% dichiara apertamente
di effettuare meno controlli per motivi economici.
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sabato 10 gennaio 2015
Con la crisi il 15% degli italiani ha effettuato meno controlli per motivi economici
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domenica 14 dicembre 2014
Salute e povertà. Aumentano gli assistiti italiani
La crisi economica che sta mettendo in chiara difficoltà
tante famiglie italiane continua a fare vittime mentre non si vede nessuno
spiraglio di luce. Un metro per misurare questo profondo malessere c’è dato in
maniera chiara dai dati forniti dall'Istituto per la salute dei migranti e
delle malattie della povertà. Infatti sono in aumento gli italiani che
ricorrono all’Istituto e che sono infatti passati dall'8% del 2008 al 42% di
oggi. Il drammatico dato è emerso nel 1° convegno annuale ‘La salute di tutti,
nessuno escluso’, promosso a Roma dall'Istituto nazionale per la promozione
della salute delle popolazioni migranti e delle malattie della povertà (Inmp),
che si è tenuto recentemente al San Gallicano di Roma, dove è stato anche
presentato il Libro Bianco 'Equità nella Salute'. Inoltre, le diseguaglianze in
salute costano anche in termini economici: almeno il 10% del Pil, in un quadro
economico sempre più complicato in cui, secondo i dati Eurostat, le persone a
rischio povertà o esclusione sociale in Italia hanno raggiunto il 28,4% della
popolazione.
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