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giovedì 8 ottobre 2015

Orario di lavoro dei medici. Il 25 novembre sarà ripristinato il diritto al riposo

“Decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogati il comma 13 dell'articolo 41 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e il comma 6-bis dell'articolo 17 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66”. Con questa disposizione contenuta nell’art. 14 della Legge 161/2104 si conclude una lunga battaglia condotta dall’ Anaao Assomed a difesa del diritto al riposo e a un tempo massimo di lavoro settimanale per i dirigenti medici e sanitari dipendenti del SSN.
La storia è iniziata nel dicembre 2007 in occasione della discussione della Legge Finanziaria 2008. Per questioni di natura economica, con le quali la crisi ha poco a che vedere, è stata decisa a tavolino e concordata tra le diverse forze politiche e le Regioni, una deregulation totale degli orari di lavoro del personale medico e sanitario. In alcune fasi del suo iter questa idea ha raggiunto aberrazioni tali che i medici avrebbero potuto lavorare anche due giorni di fila senza che ciò fosse considerato un illecito. Sono stati quindi creati supporti legislativi impropri per modificare l’art. 7 (riposo giornaliero) e l’art. 4 (durata massima dell’orario di lavoro settimanale) del D.Lgs 66/2003 con cui era stata recepita in Italia la direttiva europea sulla organizzazione dell’orario di lavoro.

giovedì 14 maggio 2015

La violenza sugli operatori sanitari, un fenomeno in aumento da non sottovalutare

La violenza sugli operatori sanitari è un fenomeno che sta registrando una crescita preoccupante, ma viene ancora notevolmente sottostimato e sottovalutato in quanto le vittime tendono a non denunciare gli episodi. Le conseguenze delle aggressioni subite sono però consistenti e attengono a diverse sfera della vita privata e professionale. Dinamiche che sono state analizzate e discusse nel corso del convegno ‘La violenza sugli operatori sanitari’, promosso dal Tribunale dei diritti e dei doveri del medico, con il supporto del centro studi Anaao Lazio, e svoltosi presso l’Ospedale San Giovanni di Roma.
"La violenza sugli operatori sanitari, sia di tipo fisico che verbale, sta evidenziando un’imponente crescita strutturale - è grido d'allarme lanciato da Mario Falconi, presidente del Tribunale dei diritti e dei doveri del medico (TDMe) - Purtroppo le aziende non dispongono di strutture ad hoc per occuparsi della materia e per questo molti episodi rimangono in un cono d’ombra. Medici e infermieri finiscono quindi per sentirsi abbandonati. Si tratta di casi dovuti in gran parte alle mancanze del territorio che costringono i cittadini, sempre più esasperati, a recarsi in ospedale per ogni genere di accertamento. Le soluzioni da mettere in campo per modificare lo status quo non mancherebbero. Sarebbe opportuno istituire un osservatorio sul tema in ogni regione e creare delle unità specifiche di supporto psicologico per le numerose vittime. Purtroppo le aziende ancora non si stanno muovendo in questa direzione. Auspico, inoltre, un atteggiamento diverso da parte della politica, sempre pronta a rilasciare dichiarazioni a supporto dei cittadini soggetti a casi di malasanità, ma assente quando si tratta di esprimere solidarietà agli operatori che hanno subito aggressioni”.

sabato 11 ottobre 2014

Indagine Anaao Assomed-SWG sui medici in corsia

Stressati, delusi e economicamente insoddisfatti

È dura la vita dei medici nelle corsie degli ospedali italiani. Almeno leggendo i risultati di una indagine dell’Anaao Assomed. Infatti, secondo i medici, all’enorme peso di responsabilità cui sono sottoposti non corrisponde una retribuzione soddisfacente, e tanto meno la prospettiva di una progressione di carriera. Come se non bastasse, il carico di lavoro aumenta sempre di più, mentre i contenziosi medico legali incombono come spade di Damocle. Il risultato? La loro serenità professionale è profondamente compromessa. 
E così i dottori italiani si sentono stressati, delusi, insoddisfatti e minacciati. Senza distinzione di età e provenienza. Da Nord a Sud, giovani e meno giovani, quasi sette su dieci confessano di sentirsi frequentemente stanchi, circa sei su dieci si dichiarano economicamente scontenti e poco meno della metà emotivamente sfiniti. Soprattutto la totalità dei medici ritiene che a decidere della loro carriera nelle strutture ospedaliere sia la politica.

lunedì 22 settembre 2014

Manca regolamento, Bianco dichiara slittato obbligo Rc per i medici


L’Ordine dei Medici ritiene ancora non operante l’obbligo per i medici di assicurarsi contro i danni da responsabilità civile, e non attive le sanzioni disciplinari previste dalla legge e dal nuovo codice deontologico all’articolo 54 per chi non si assicura. 
Lo scrive il presidente della Federazione degli Ordini Amedeo Bianco al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sottolineando che l’obbligo previsto fin dalla manovra Tremonti 2012 e scattato da Ferragosto di quest’anno, non opera “a parere di questa Federazione… fino a quando non sia emanato il decreto di cui all’articolo 3 del decreto legge 158/12”. 

martedì 7 maggio 2013

Cambiare il Paese per non cambiare Paese


Un sit-in nazionale martedì 14 maggio a Piazza Montecitorio organizzato dal Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM)

I giovani camici bianchi scendono in piazza e lo fanno a Governo appena insediato proprio per chiarire subito le grosse difficoltà ampiamente denunciate dal Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM), ma mai affrontate in modo sistematico. In occasione del sit-in organizzato per martedì 14 maggio a Roma in Piazza Montecitorio, a partire dalle 10, in collaborazione con il Comitato Pro Concorso Nazionale, i giovani medici italiani intendono dare voce a quella che definiscono una “battaglia di civiltà tesa a scongiurare l’emigrazione massiva delle migliori energie del Paese ed il conflitto tra giovani”.

lunedì 15 ottobre 2012

Pubblicato il Rapporto Eures 2012: chi sono i medici che evadono il fisco?


I farmacisti sono più onesti dei medici specialisti. Detta così suona come un’affermazione che premia o castiga un’intera categoria, ma vuole essere soltanto una frase a effetto che, per capire realmente lo scenario, va contestualizzata nella più ampia analisi pubblicata nel Rapporto Eures 2012 sull’evasione fiscale.
Il tema è molto delicato e proprio per questo meritano d’essere diffusi i dati di questo studio a tratti sconcertante. Numeri alla mano emerge infatti che evade le tasse il 34% dei medici specialisti e dei dentisti (oltre un miliardo di tasse non versate), il 40% degli psichiatri/psicologi, il 38% dei dietologi e dei nutrizionisti, il 25,3% dei veterinari. Insomma, il Rapporto Eures, per quanto riguarda l’ambito sanitario, dipinge un quadro a tinte fosche, pur riconoscendo l’onestà di gran parte delle farmacie, che emettono quasi sempre lo scontrino.