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venerdì 23 ottobre 2015

Parlare con i pazienti riduce i ricoveri e migliora cure. Ma solo 1 medico su 5 sa ascoltare


Ascoltare fa bene, e se ad ascoltare è un medico il “fa bene” acquista un valore doppio. Perché le parole del medico curano come i farmaci: un rapporto empatico con il paziente riduce di quattro volte il rischio di ricoveri e aumenta del 34-40% la probabilità di tenere sotto controllo ipercolesterolemia, diabete, e rischio cardiovascolare, riducendo il pericolo di complicanze e perfino lo stress generato dagli esami clinici. Ma pochi camici bianchi ascoltano davvero i bisogni dei malati: solo il 22% instaura un rapporto empatico con gli assistiti, il tempo medio di una visita non supera i 9 minuti e già dopo 20 secondi il racconto del paziente viene interrotto dalle domande del dottore, che per due terzi del colloquio tiene gli occhi incollati al pc. Eppure, anche ai medici farebbe bene essere empatici: instaurare relazioni più profonde con i malati riduce le denunce per malpractice e soprattutto il rischio di Burnout.
Questi i dati elaborati dalla Società Italiana di Medicina Interna (Simi) e presentati in occasione del 116° Congresso nazionale che si è tenuto a Roma fino al 12 ottobre. Per gli internisti il “feeling” con i pazienti migliora l’efficacia delle cure e fa bene anche al medico per questo hanno proposto di inserire nel corso di laurea in medicina e chirurgia un modulo di scienze umane, da seguire durante i sei anni di studio attraverso seminari e didattica teorico-pratica dedicata.

venerdì 6 luglio 2012

Malattie rare, sul web il libro bianco scritto dai pazienti


malattie-rare
Si apre la piazza virtuale per creare un luogo d’incontro e di scambio d’esperienze tra persone affette da malattie rare: un luogo nel quale ricercatori, pazienti e associazioni potranno raccontare storie, ma soprattutto partecipare alla redazione del Libro Bianco sulle malattie rare, dando un contributo fondamentale per l’aggiornamento del piano nazionale che l’Italia dovrà presentare entro il 2013 all’UE.
Dal 13 marzo al 13 aprile sul sito www.malatirari.it prende il via, infatti, la consultazione pubblica sulle malattie rare, per dare seguito a quell’idea di “progettazione partecipata” sostenuta da Antonio Tomassini, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato.
Chiunque vorrà, potrà fornire contributi e spunti di riflessione sul tema delle malattie rare, che saranno poi esaminati dall’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, con la consulenza della società Cattaneo Zanetto & Co.
L’idea di coinvolgere sul web gli utenti non nasce certo per caso: la pubblicazione del portale, infatti, costituisce la seconda fase di un percorso partito nello scorso autunno con la realizzazione di una serie di interviste che hanno consentito di conoscere e razionalizzare le opinioni di alcuni dei principali attori a livello nazionale e internazionale sui temi legati alle malattie rare.
L’esigenza della Consultazione Pubblica è stata poi la conseguenza più naturale per continuare a raccogliere dati, spunti e idee da tutti i portatori di interesse e soprattutto per focalizzare meglio quali sono le criticità da risolvere per rendere più efficace la cura e il trattamento dei pazienti affetti da malattie sulle quali saranno necessari nuovi investimenti per la ricerca.