Non
è facile gestire un bilancio risicato all’osso, specie quando questo bilancio
viene da gestioni dissennate. E quindi non è facile neanche garantire che gli
sforzi in atto per contenere la spesa in campo sanitario non vadano a intaccare
la qualità dei servizi, specie quelli imprescindibili legati alla salute
pubblica, facendo attenzione a non mettere in maggiore difficoltà le Regioni
dalle infrastrutture più deboli, ma, al contrario, permettendo a queste di
erogare servizi di qualità pari alle Regioni “migliori”. L'analisi è contenuta
nella ‘Revisione Ocse sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia’,
frutto di un lavoro di indagine e ricerca avviato da un progetto del 2012
finanziato dal ministero della Salute ed elaborato dalla Divisione Salute
dell’Ocse di Parigi, con la collaborazione di Agenas e della Direzione Generale
della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute. Lo studio mette in
evidenza quelli che sono gli aspetti positivi del Sistema Sanitario nazionale
individuati nel documento. Emergono in primis gli indicatori di esito, qualità
ed efficienza che risultano uniformemente notevoli. L’aspettativa di vita, 82.3
anni, è la quinta più alta tra i Paesi Ocse.
