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venerdì 13 novembre 2015

In Italia la spesa sanitaria diminuisce ancora. E si allarga la forbice con l’Ue


“In Italia dunque si spende in sanità decisamente meno rispetto ai Paesi europei più direttamente confrontabili con il nostro Paese e i divari stanno crescendo nel tempo”. È quanto emerge dall’analisi dell’X Rapporto Meridiano Sanità della European House Ambrosetti presentato recentemente a Roma.
Il rapporto, come di consueto, ha scattato una fotografia delle performance sanitarie italiane ed europee mettendole a confronto attraverso il Meridiano Sanità Index. Quest’anno inoltre si è anche valutato come il contenimento della spesa sanitaria pubblica nel tempo ha compromesso le performance del sistema sanitario nazionale. E i dati, infatti, non sorridono, rispetto all’anno scorso l’Italia rispetto ai paesi dell’Ue 14 ha perso una posizione (dal 9° al 10° posto). Un peggioramento che dello stato di salute che se unito all’evoluzione del quadro demografico ed epidemiologico rischiano di portare la spesa sanitaria pubblica al 9,9% del Pil nel 2050 (la previsione dello scorso anno era di 9,5% del pil al 2050).

venerdì 28 agosto 2015

Ancora tagli alla sanità? Tutto si può fare, ma non raccontiamo più balle agli italiani


Manca poco più di un mese e mezzo al 15 ottobre. Entro quella data è attesa la nuova legge di stabilità. Un appuntamento nevralgico per il Paese che ogni anno segna il passo dei Governi e rispecchia la loro capacità di rispondere agli stimoli (positivi o negativi) del contesto economico e sociale. Quest’anno, come annunciato e ribadito a più riprese da Matteo Renzi, il “piatto forte” dovrebbe essere l’abolizione di Tasi e Imu prima casa. Una promessa da almeno 4,5 miliardi, cui bisogna aggiungere circa 22,5 miliardi (i calcoli sono della Cgia di Mestre) necessari per evitare l’aumento dell’Iva, il ritocco all’insù delle accise sui carburanti e per rispettare le disposizioni stabilite della Corte Costituzionale con le sentenze sulle pensioni e sul rinnovo dei contratti del Pubblico Impego. In sostanza stiamo parlando di almeno 27 miliardi di fondi da reperire a fronte dei quali appare quindi evidente che, al di là delle speranze su qualche bonus dall’Europa in materia di rispetto dei parametri di bilancio, ci dobbiamo attendere una bella sforbiciata alla spesa pubblica. La domanda che più ci interessa è se questa ennesima sforbiciata riguarderà anche la sanità.

venerdì 12 giugno 2015

Chiudono gli ospedali pubblici e crescono le strutture residenziali private

Si può essere d’accordo o meno, vederla da una prospettiva o da un’altra. Ma è certo che continua imperterrita la diminuzione delle strutture ospedaliere pubbliche italiane che tra il 2009 e il 2012 si sono contratte del 3,2% (circa 60 ospedali in meno). Ma soprattutto continua il calo dei posti letto che nel 2012 sono scesi a quota 232.652. Nel 2011 erano 242.285. Ben 9.643 letti in meno (-4%). Al contempo, e quasi a rimarcare un andamento opposto e concomitante, si registrano incrementi soprattutto per il privato accreditato, come evidenziato dai trend dell’assistenza territoriale semiresidenziale (-0,3% per il pubblico, +6% per il privato accreditato) dell’assistenza territoriale residenziale (+1,0% per il pubblico, +5,7% per il privato accreditato. È questa la fotografia del Ssn per l’anno 2012 scattata dal Ministero della Salute e contenuti nell’Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale Assetto organizzativo, attività e fattori produttivi del SSN per l’anno 2012.

venerdì 22 maggio 2015

L’interessante punto di Assofarm sulla Farmacia dei servizi

Da anni se ne parla, tutti la vogliono, la normativa lo consente, ma la “farmacia dei servizi” non decolla. Eppure viene indicata come una soluzione ai problema della Sanità pubblica che deve affrontare la crisi economica a fronte di un aumento della richiesta di salute da parte dei cittadini, che grazie alle cure beneficiano di una sopravvivenza più lunga. In questo contesto i farmacisti pubblici vogliono riqualificare il loro ruolo diventando parte integrante del Servizio sanitario nazionale, applicando in maniera sistematica e non a spot la normativa vigente che consente alle farmacie di essere il primo e più facile sportello di accesso alla prestazione dei servizi sanitari.
La rivoluzione è in corso ma deve essere avallata dalla convenzione scaduta che deve regolare il rapporto fra le Regioni e le farmacie. Praticamente la farmacia pubblica potrebbe diventare un presidio territoriale della Asl con molte funzioni, a partire dai cup e dal pagamento del ticket, già in atto in alcune strutture, ma anche erogazione di servizi e prestazioni a volte in convenzione, a volte con minima spesa per il cittadino, utilizzando anche figure professionali esterne. Ma ce la farà il Servizio Sanitario Nazionale ad organizzare un tale sistema e a sostenerlo finanziariamente? Assofarm ritiene di sì, perchè la medicina territoriale ha lo scopo di prevenire le malattie e di evitare gli innumerevoli ricoveri delle persone anziane che utilizzano una larga fetta dei costi della Sanità.