Dal 2000 a oggi la struttura di governance della spesa
farmaceutica è cambiata molto. A fine anni ’90 la farmaceutica era quasi del
tutto sguarnita di regolazione. La governance confermava la spesa storica più,
quando le condizioni lo permettevano, un trascinamento positivo o, in caso di
necessità, interventi drastici di compressione il cui esempio più lampante è
arrivato nella fase di preparazione della finanza pubblica per l’ingresso
nell’Euro (prima metà degli anni Novanta). Oggi, gli abbattimenti generalizzati
dei prezzi e le revisioni frequenti dei Prontuari, cui si è fatto storicamente
ampio ricorso, hanno lasciato spazio al pay-back. Anche la struttura del
payback si è evoluta: il ripiano dello sfondamento ha passo per passo esentato
i farmaci di riferimento tra gli off-patent, gli orfani e quelli innovativi.
Per questi ultimi (sia di fascia “A” che “H) è previsto un apposito Fondo che
tuteli il loro prezzo/fatturato nei primi 1-3 anni dal lancio, chiamando al
ripiano, in loro vece, tutti i farmaci brevettati ma non innovativi.
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venerdì 10 luglio 2015
sabato 7 febbraio 2015
Allarme depressione. L’uso di antidepressivi è in costante aumento
E’
definita la malattia del secolo. Strisciante e subdola, colpisce nel segreto
dell’intimità umana e lascia tracce profonde. Una malattia a cui non piace il
palcoscenico, spesso sottovalutata dalla medicina tradizionale, eppure
altamente invasiva e drammaticamente attuale. E’ la depressione, che quando
colpisce lascia segni che vanno a stravolgere la vita di relazione degli esseri
umani. Il diffondersi sempre più evidente della depressione è evidente nei dati
del Rapporto Osmed 2014 diramati all'Aifa: nel nostro Paese il consumo di
antidepressivi è divenuto talmente ampio da costituire, a detta dei vertici
dell’agenzia, 'una delle principali componenti della spesa farmaceutica
pubblica'. Durante i primi 9 mesi del 2014, i nostri concittadini hanno acquistato
più antidepressivi, e contestualmente meno antibiotici e meno vaccini. Non c'è
da stupirsi: da tempo la rabbia e la depressione vengono individuati da enti di
ricerca e istituzioni quali fattori chiave della crisi sociale che stiamo
attraversando. Ciò che invece stupisce è che si continui a trascurare
l'opportunità di appropriatezza ed efficacia offerta dall'apporto di psicologi
e psicoterapeuti, le cui potenzialità vengono tuttora colpevolmente trascurate
dal Servizio Sanitario Nazionale. Eppure curare la depressione costa poco
rispetto ai costi diretti ed indiretti che genera.
venerdì 23 gennaio 2015
Per la Corte dei conti dal 2010 la spesa sanitaria è in calo di 3 miliardi di euro
Per
rendersi davvero conto di quanto superfluo produceva la sanità italiana in
questi ultimi anni, basta pensare che è stata segnalata dalla Corte dei Conti
una discesa della spesa sanitaria di 3,1 miliardi di euro tra il 2010 e il 2013
pari al -2,8%. Un risultato ottenuto soprattutto attraverso la contrazione della
spesa per il personale e della farmaceutica convenzionata, anche se si segnala
come i ticket sui medicinali siano cresciuti del 66% negli ultimi 4 anni.
Permangono invece “difficoltà” nel contenere la spesa farmaceutica ospedaliera
nonostante il ‘tetto’. E non si contrae nemmeno la spesa per beni e servizi.
Bene invece i conti delle Regioni in Piano di rientro che riducono i disavanzi,
anche se le coperture richieste ai cittadini in molte Regioni (con addizionali
Irpef e Irap alle stelle) continuano ad essere essenziali per far quadrare i
conti di Asl e ospedali. Ora bisognerà vedere, però, quanto di non superfluo,
ma essenziale, si è andato a tagliare, e qui comincia il dibattito.
Questo è quanto emerge dall’analisi dell’ampio capitolo che la Corte dei conti dedica alla Sanità nella sua ‘Relazione sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2013 degli enti territoriali’.
Questo è quanto emerge dall’analisi dell’ampio capitolo che la Corte dei conti dedica alla Sanità nella sua ‘Relazione sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2013 degli enti territoriali’.
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