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venerdì 10 luglio 2015

Farmaci. Dagli anni senza regole al payback. Ma siamo ancora lontani dall’efficienza


Dal 2000 a oggi la struttura di governance della spesa farmaceutica è cambiata molto. A fine anni ’90 la farmaceutica era quasi del tutto sguarnita di regolazione. La governance confermava la spesa storica più, quando le condizioni lo permettevano, un trascinamento positivo o, in caso di necessità, interventi drastici di compressione il cui esempio più lampante è arrivato nella fase di preparazione della finanza pubblica per l’ingresso nell’Euro (prima metà degli anni Novanta). Oggi, gli abbattimenti generalizzati dei prezzi e le revisioni frequenti dei Prontuari, cui si è fatto storicamente ampio ricorso, hanno lasciato spazio al pay-back. Anche la struttura del payback si è evoluta: il ripiano dello sfondamento ha passo per passo esentato i farmaci di riferimento tra gli off-patent, gli orfani e quelli innovativi. Per questi ultimi (sia di fascia “A” che “H) è previsto un apposito Fondo che tuteli il loro prezzo/fatturato nei primi 1-3 anni dal lancio, chiamando al ripiano, in loro vece, tutti i farmaci brevettati ma non innovativi.

sabato 7 febbraio 2015

Allarme depressione. L’uso di antidepressivi è in costante aumento


E’ definita la malattia del secolo. Strisciante e subdola, colpisce nel segreto dell’intimità umana e lascia tracce profonde. Una malattia a cui non piace il palcoscenico, spesso sottovalutata dalla medicina tradizionale, eppure altamente invasiva e drammaticamente attuale. E’ la depressione, che quando colpisce lascia segni che vanno a stravolgere la vita di relazione degli esseri umani. Il diffondersi sempre più evidente della depressione è evidente nei dati del Rapporto Osmed 2014 diramati all'Aifa: nel nostro Paese il consumo di antidepressivi è divenuto talmente ampio da costituire, a detta dei vertici dell’agenzia, 'una delle principali componenti della spesa farmaceutica pubblica'. Durante i primi 9 mesi del 2014, i nostri concittadini hanno acquistato più antidepressivi, e contestualmente meno antibiotici e meno vaccini. Non c'è da stupirsi: da tempo la rabbia e la depressione vengono individuati da enti di ricerca e istituzioni quali fattori chiave della crisi sociale che stiamo attraversando. Ciò che invece stupisce è che si continui a trascurare l'opportunità di appropriatezza ed efficacia offerta dall'apporto di psicologi e psicoterapeuti, le cui potenzialità vengono tuttora colpevolmente trascurate dal Servizio Sanitario Nazionale. Eppure curare la depressione costa poco rispetto ai costi diretti ed indiretti che genera.

venerdì 23 gennaio 2015

Per la Corte dei conti dal 2010 la spesa sanitaria è in calo di 3 miliardi di euro

Per rendersi davvero conto di quanto superfluo produceva la sanità italiana in questi ultimi anni, basta pensare che è stata segnalata dalla Corte dei Conti una discesa della spesa sanitaria di 3,1 miliardi di euro tra il 2010 e il 2013 pari al -2,8%. Un risultato ottenuto soprattutto attraverso la contrazione della spesa per il personale e della farmaceutica convenzionata, anche se si segnala come i ticket sui medicinali siano cresciuti del 66% negli ultimi 4 anni. Permangono invece “difficoltà” nel contenere la spesa farmaceutica ospedaliera nonostante il ‘tetto’. E non si contrae nemmeno la spesa per beni e servizi. Bene invece i conti delle Regioni in Piano di rientro che riducono i disavanzi, anche se le coperture richieste ai cittadini in molte Regioni (con addizionali Irpef e Irap alle stelle) continuano ad essere essenziali per far quadrare i conti di Asl e ospedali. Ora bisognerà vedere, però, quanto di non superfluo, ma essenziale, si è andato a tagliare, e qui comincia il dibattito.
Questo è quanto emerge dall’analisi dell’ampio capitolo che la Corte dei conti dedica alla Sanità nella sua ‘Relazione sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2013 degli enti territoriali’