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venerdì 20 febbraio 2015

20 minuti al giorno di passo svelto allungano la vita di qualche anno

Uno studio americano condotto su 33 mila persone dimostra quello a cui molti non vorrebbero credere. Infatti, pare che la sedentarietà è causa di morte più dell’obesità. Anzi, a voler essere precisi, la prima uccide il doppio della seconda. E questo studio, appena pubblicato su American Journal of Clinical Nutritione, in origine era mirato a individuare possibili correlazioni tra cancro e dieta e che tra le altre variabili ha registrato anche attività fisica e indice di massa corporea (BMI).
La ricerca ha analizzato dati relativi a oltre 334 mila persone di entrambi i sessi e, confrontando il numero dei decessi tra diversi gruppi,  ha scoperto che quelli correlabili all’obesità erano circa la metà di quelli legati alla sedentarietà. La buona notizia è che basta un minimo di attività fisica, ma praticata con costanza, cioè tutti i giorni, per correggere questo elemento di rischio, soprattutto tra i più giovani. E la ‘dose’ minima di attività fisica raccomandata dal primo autore dello studio, Ulf Ekelund, professore di medicina sportiva presso l’Unità di Epidemiologia del Medical Research Council (Università di Cambridge), è una camminata a passo veloce per 20 minuti al giorno.

mercoledì 13 novembre 2013

Diabete, non diamogliela vinta

Il diabete è una vera e propria epidemia e a dirlo sono i dati diffusi da IDF (International Diabetes Federation) e WHO (World Health Organization) in occasione della campagna di prevenzione diffusa per la Giornata mondiale contro questa patologia cronica. Sono infatti 250 milioni le persone che oggi lottano contro il diabete e, senza opportune misure, nel 2025 potranno essere addirittura 380 milioni.
In Italia il 9% delle persone fra 20 e 79 anni ha il diabete così come il 20% delle persone più anziane senza dimenticare 15 mila bambini e ragazzi con diabete di tipo 1 e le loro rispettive famiglie.  Oltre il 90% dei casi di diabete in Italia risulta essere di tipo 2, a questi, va aggiunta una quota stimabile di oltre 1,5 milione di persone che, pur avendo la malattia, non ne sono a conoscenza.

mercoledì 23 ottobre 2013

I giovani italiani fanno food coaching ai più adulti

Pubblicata la quinta edizione del Rapporto sugli stili di vita realizzato dall’Osservatorio Nestlè e dalla Fondazione ADI

E’ opinione comune che i giovani mangino male con abitudini alimentari errate a scapito della sana alimentazione. E invece no. La fotografia che emerge dai risultati dell’indagine realizzata dall’Osservatorio Nestlè e dalla Fondazione ADI è molto incoraggiante: circa il 66% dei giovani italiani tra i 16 e i 34 anni risulta essere normopeso (in confronto al 44,6% del cluster 45-65).

mercoledì 2 ottobre 2013

Obesità fa rima con povertà

Il 10 ottobre l’ADI - Associazione Italiana di Dietetica e  Nutrizione Clinica organizza l’Obesity Day

Sono sconcertanti i dati diffusi dall’ADI - Associazione Italiana di Dietetica e  Nutrizione Clinica in vista della prossima giornata nazionale di sensibilizzazione al tema dell’obesità. Dati che ribaltano completamente l’associazione tra abuso di cibo e benessere economico e che vanno ben oltre l’indagine – ovviamente da tenere in massimo riguardo – rispetto ai danni alla salute di quello che non è soltanto un problema estetico ma una vera e propria patologia clinica.