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martedì 24 febbraio 2015

Per il ministro c’è un abuso nell’uso del Pronto Soccorso. E pensa ai Ticket


Le recenti dichiarazioni del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in una trasmissione televisiva, fanno riflettere. La prima reazione potrebbe essere di fastidio, ossia pensare che così si chiude sempre più la porta nei confronti degli indigenti. Ma a bene vedere le cose non starebbero così. Anche perché troppi sono i nodi ancora irrisolti della sanità italiana: dai tagli agli sprechi, fino alla disorganizzazione e alle differenze tra le varie Regioni. Ma tutto deve partire dall’informatizzazione della rete in maniera capillare, eliminando le diseguaglianze che caratterizzano le varie aree geografiche d’Italia. Un modello unico da seguire, questo serve, anche se applicarlo, lo sappiamo bene, non è facile. Anche perché, come ha rimarcato la Lorenzin, oggi uno dei problemi in sanità è “far applicare la legge nazionale alle Regioni” ribadendo che “se le Regioni non applicano le norme si mandano i commissari”.

domenica 2 novembre 2014

Ma i Pronto Soccorso italiani sono pronti per l'emergenza Ebola?

Dopo Sars e H1N1, ora è la volta di Ebola e ancora una volta gli operatori sanitari di PS, Dea, 118, Aeroporti sono in prima linea nell’affrontare i rischi connessi con una delle forme infettive più aggressive sviluppatesi negli ultimi decenni. Gli operatori sanitari hanno avuto numerose vittime in ogni parte del mondo quando si sono verificate queste emergenze. In questi contesti l’assistenza sanitaria si trova ad essere fondamentale per le cure dei malati ma nel contempo essa stessa rappresenta un’attività a rischio di contagio e diffusione delle malattie: l’epidemia di Sars del 2005, ad esempio, si caratterizzò perché il 21% di tutti i casi di infezione furono acquisiti in ospedale.

domenica 26 ottobre 2014

Da dicembre studi medici aperti nel weekend e ricette online

I Pronto Soccorso del Lazio stanno esplodendo. Allora la Regione corre ai ripari. E non può farlo che coinvolgendo i medici di medicina generale che sono l’ultimo avamposto, spesso ma non sempre, prima di ricorrere al ricovero d’urgenza. Ambulatori di medicina generale, dunque, aperti il week-end e nei festivi in ognuno dei 15 municipi di Roma, riorganizzazione delle liste d’attesa attraverso l’indicazione obbligatoria nelle ricette delle priorità, ricette online e dematerializzate, percorsi di cura per pazienti cronici, riorganizzazione delle unità di cura primarie (Ucp), che saranno localizzabili grazie alla modifica del sito della Regione Lazio. Sono questi i sei punti principali dell’accordo firmato dalla Regione Lazio e dai sindacati di medicina generale.
Ecco nel dettaglio le novità dell’accordo punto per punto.

domenica 23 febbraio 2014

“Codice rosa” in ospedale per le donne vittime di violenza

Un nuovo percorso ad hoc per garantire la massima riservatezza

I colori nel pronto soccorso di solito distinguono i pazienti in base alla gravità del problema e all’urgenza dell’intervento e così, se si entra con un codice bianco o verde, è scontato che si venga “superati” da chi ha ricevuto l’attribuzione di un codice giallo o addirittura rosso.
Ma da oggi succederà anche che qualcuno potrà legittimamente entrare nel reparto di emergenza senza che nessuno se ne accorga o così ci si augura che sia.
Si tratta delle donne che saranno accolte con il nuovo “codice rosa”, un percorso pensato esclusivamente per le donne vittime di violenza, per le quali viene attivata una procedura specifica in modo che possano essere accolte nel modo più immediato ed efficiente da personale formato per affrontare questo tipo di problematiche e in grado di capire subito come intervenire, sia sul piano fisico che psicologico.

martedì 18 febbraio 2014

Pronto Soccorso, online gli accessi in tempo reale

Un nuovo servizio per i cittadini sul sito della Regione Lazio

Alle 16 di domenica pomeriggio, il pronto soccorso del Santa Maria Goretti di Latina è il più affollato del Lazio: ci sono 32 pazienti in attesa, 7 codice giallo, 24 verde e uno bianco. I meno frequentati il San Giovanni di Dio di Fondi, gli ospedali civili di Tarquinia e Acquapendente e l’Angelucci di Subiaco, che non hanno neanche una persona in fila. Quindi, per un paziente non proprio grave che abita a Latina e ha necessità di ricorrere alle cure mediche, sarebbe meglio spostarsi a Fondi piuttosto che aspettare ore, prima che sgombri il pronto soccorso della città dove vive.
Forse in pochi lo sanno, ma ognuno di noi può tenere sotto controllo la situazione degli accessi in tutti i pronto soccorso del Lazio e quindi – ad eccezione delle situazioni di reale emergenza – pianificare quando è il momento migliore per raggiungere il proprio ospedale o se conviene addirittura spostarsi in un’altra struttura.

lunedì 9 luglio 2012

Estate sicura, 20 ambulanze in più sul litorale laziale


primo soccorsoLa Regione Lazio e le Aziende sanitarie locali rinnovano l'impegno straordinario per garantire la sicurezza e la salute dei bagnanti e dei turisti aumentando l'impegno già profuso negli anniscorsi per la prossima stagione estiva. Da sabato 15 giugno a domenica 16 settembre ci saranno 20 ambulanze  in più, di cui 18 dislocate lungo il litorale laziale.
Una parte delle auto medicalizzate stanzierà nei pressi degli stabilimenti balneari sul litorale di Ostia, evitando in questo modo un afflusso eccessivo al pronto soccorso dell’ospedale Grassi.
Saranno inoltre potenziati i servizi sanitari attraverso progetti attivati dalle diverse Asl.
Viterbo i cittadini potranno accedere ad un Corso BLS (Basic Life Support)per apprendere le tecniche di sostengo alle funzione vitali, organizzato dalla Asl di Viterbo; a Latina, grazie ad un accordo tra la Asl e la locale Scuola di infermieri, si potrà contare sul supporto degli allievi infermieri per l’accoglienza dei pazienti, 24 ore su 24 con almeno due allievi infermieri a turno; la Asl Roma F aprirà gliambulatori nei fine settimana nelle principali città balneari e di interesse turistico del territorio di competenza della Asl per una serie di prestazioni (visita pneumologica, chirurgia vascolare, oculistica, neurologica e visita neurologica U.V.A. (Unità valutazione Alzheimer), geriatrica e visita geriatrica U.V.A., diabetologica, cardiologica, Test Ergometrico (elettrocardiogramma da sforzo con cicloergometro), Test Ergometrico (elettrocardiogramma da sforzo con pedana mobile), Ecodoppler cardiaco a riposo o dopo prova fisica, Eco-colordoppler tronchi sovraaortici (Tsa), Eco-colordopplergrafia degli arti superiori/inferiori o distretturale arterioso/venoso, Radiografie, Mammografia bilaterale, Ecografia addome superiore / inferiore e completo, Ecografia tiroide, Ecografia mammaria, Ecografia muscolo - tendinea, Ecografia cute - sottocute, Tac con e senza mezzo di contrasto, Eco-colordoppler aorta addominale, Esame fundus oculi, Ecografia, Ecografia ostetrico ginecologica). 

venerdì 6 luglio 2012

«Ambulatori Med», la Regione coinvolge i Medici di base per ridurre le attese al Pronto Soccorso


pronto soccorso
All'indomani dell'esperimento negli ospedali laziali degli "Ambulatori blu", strutture affiancate ai Pronto Soccorso e gestite dai medici di base per l'esclusiva cura dell'influenza, la Regione pensa a un nuovo progetto. Punto di partenza alcuni dati: ogni anno, due milioni di persone, nel Lazio, vanno al pronto soccorso. Il 78% di essi sono codici bianchi o verdi, ossia casi poco urgenti che la Regione vorrebbe ora dirottare su ambulatori allestiti all'interno dell'ospedale, detti "Ambulatori Med" e gestiti dai medici di medicina generale. L'intento è quello di ridurre i tempi d'attesa per i codici meno gravi, e consentire al personale del Pronto Soccorso di concentrarsi sui casi che richiedono più attenzione.
Questa nuova sperimentazione prevede dunque l'apertura degli "Ambulatori Med" presso alcuni ospedali laziali: i romani San Camillo, Sant'Andrea, San Giovanni Addolorata, Umberto I, Tor Vergata, Pertini e Civitavecchia, Latina, Frosinone, Cassino, Viterbo e Rieti. Gli «Ambulatori Med» saranno aperti tutti i giorni dalle 8 alle 20 in locali adiacenti (ma non all'interno) ai Pronto Soccorso. Il progetto dovrebbe essere operativo dalla primavera 2012 alla primavera 2013 e prevede che il paziente vada direttamente all'ambulatorio dei medici di base, nel caso in cui si renda conto che il proprio malanno è di limitata gravità. Si può accedere anche direttamente dal Pronto Soccorso, dove una volta che si è constatato tramite il triage che si tratta di un caso non grave si viene mandati all'«Ambulatorio Med». Se poi il medico dovesse verificare la presenza di complicazioni può decidere di chiedere l'intervento dei colleghi del pronto soccorso o anche di mandare il paziente ad ambulatori specialistici all'interno dell'ospedale.
Dalla lettura del Piano preparato d'accordo con i medici di base risulta chiaro che l'attività degli «Ambulatori Med»«consente la gestione dei pazienti per i quali sia inappropriato il ricorso al percorso ospedaliero, privi quindi di urgenza clinica, per ricollocarli nel giusto percorso e profilo assistenziale». Obiettivo «la riduzione delle attese particolarmente prolungate; una proporzionata riduzione dei tempi di attesa per gli altri pazienti; una riduzione dell'occupazione di ambulatori in pronto soccorso per problematiche improprie; maggiore appropriatezza di assegnazione del codice di priorità bianco; adeguata informazione sanitaria».
Il cammino per l'apertura degli «Ambulatori Med» però non sembra facile. Durante una riunione tra i rappresentanti della Regione e i direttori generali sono emerse alcune perplessità legate, da un lato, a un problema di responsabilità legale, visto che i medici di base non sono dipendenti dell'ospedale, ma opereranno all'interno della struttura; dall'altro, a una questione di ordine culturale: questo servizio rischia di alimentare l'abitudine del cittadino a rivolgersi all'ospedale anche per problemi piccoli invece di rivolgersi al medico di famiglia.

“Riorganizzazione” e non solo “ristrutturazione” all'ospedale Goretti di Latina


ospedale goretti latinaAll’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è in atto una vera e propria rivoluzione. Un intervento, parafrasando il gergo medico, al cuore del nosocomio, che avrà ricadute positive su tutti gli altri reparti. Stiamo parlando della riorganizzazione del Pronto Soccorso. “Riorganizzazione” e non solo “ristrutturazione”. Insomma non si tratta soltanto di dare il colore alle pareti o alzare qualche tramezzo. La trasformazione passa anche attraverso un nuovo modo di concepire il lavoro tenendo bene in considerazione la funzione principale di un Pronto Soccorso, ossia fare da filtro per tutti gli altri reparti.
Era il gennaio del 2011 quando la stampa locale riportava le dichiarazioni del Direttore Generale della Asl di Latina, Renato Sponzilli, sulla necessità di aprire nuove sale operatorie e creare nuovi spazi al Goretti. Nel frattempo, il Direttore responsabile del Pronto Soccorso, Mario Mellacina, rendeva pubblico un progetto di riorganizzazione già iniziato e che sarebbe dovuto terminare entro l’aprile 2011. La riqualificazione avrebbe dovuto migliorare anche la gestione degli accessi che si aggiravano intorno agli 80mila l’anno, con una media di 200 al giorno, 350 nei periodi estivi.
A distanza di un anno, dentro fervono i lavori che secondo le previsioni dovrebbero terminare entro sei mesi, ma il dottor Mellacina prevede che per il completamento finale ci vorranno i primi mesi del 2013. Ma la “macchina” Pronto Soccorso non può fermarsi, deve convivere con la riorganizzazione, continuando a gestire gli stessi accessi del 2011. Nulla, infatti, secondo le stime numeriche è cambiato da un anno a questa parte.
Il Goretti resta il primo Pronto Soccorso del Lazio per numeri di accessi dopo i romani San Camillo e Pertini. E’ da questo dato che è dovuto partire il processo riorganizzativo ed è da qui che cominciano le nostre domande al dottor Mellacina.
In base a cosa è stata concepita la nuova riorganizzazione del Pronto Soccorso?
“Ci sono diversi elementi da tener in conto quando si opera una tale riorganizzazione. Va fatta una premessa. Il sistema di emergenza-urgenza dei Pronto Soccorso maggiori del Lazio è senza dubbio in difficoltà. Nel giro di dieci anni è stato chiuso il 15-20% dei posti letto senza considerare tre cose: l’aumento dell’età media, la vittoria contro le malattie acute e la maggior capacità diagnostica dei Pronto Soccorso, ossia la capacità di effettuare più esami. Questi tre dati per forza di cose hanno causato la necessità di avere più posti letto intermedi, ossia quelli presso le Rsa, le residenze sanitarie assistenziali, e i piccoli ospedali, che invece sono stati chiusi. La situazione si riflette sul Pronto Soccorso: 2/3 pazienti su 10 che non possono, perché non devono, essere ricoverati nell’area per acuti, restano nel Pronto Soccorso per mancanza di posti letto intermedi. Serve quindi uno spazio più grande”.
Come sarà strutturato il nuovo Pronto Soccorso?
“Dagli attuali 400 mq passeremo a 950 mq. Serve una maggiore estensione perché quella finora utilizzata era stata concepita su criteri vecchi, Nel 2000 il numero di accessi era pari a 57mila, oggi ne abbiamo oltre 77mila. L’ampliamento riguarderà tutto il Pronto Soccorso. Ci sarà una nuova entrata, un nuovo triage ben diverso e molto più funzionale: una grande area per i codici rossi, un’altra per i gialli e altre due per i codici verdi e bianchi. Questo raggruppamento è importante. Inoltre, con distaccamento al secondo piano, ci sarà un’area per l’osservazione temporanea con 10/12 letti. Il reparto sorgerà al posto di Chirurgia donne che è già stato spostato al quinto piano. Anche Medicina d’urgenza è stata già spostata dal piano terra al primo piano, vicino alla nuova rianimazione. Inoltre vi sarà l’arrivo di nuovo personale”.
Spazi più grandi consentiranno anche di migliorare la funzione di “filtro” in merito ai ricoveri...
“Il compito di un Pronto Soccorso è quello di fare selezione nei ricoveri. Da noi arrivano tre tipologie di pazienti: quelli che devono essere ricoverati; quelli che sono a metà tra il ricovero e le dimissioni e solitamente l’80% di questi vengono rimandati a casa e il 20% tenuto in osservazione temporanea; e infine i pazienti che non necessitano di ricovero. Le valutazioni oggi possono finalmente essere fatte anche in base alla possibilità di poter effettuare più esami diagnostici direttamente in Pronto Soccorso, senza dover ricoverare il paziente in reparto, cosa che non avveniva 10 anni fa quando avevamo 30mila accessi in meno all’anno. Oggi possiamo gestire l’iperflusso effettuando più esami. Questo permette una buona scrematura e quindi una maggior appropriatezza nell’accesso al ricovero. Sarà importante organizzare questo ospedale per acuti. Gli ospedali in generale devono gestire solo gli acuti e le strutture ambulatoriali i non acuti.
Il ricovero deve essere scelto come unica soluzione per migliorare la salute del paziente. Va bene che ci siano meno posti letto, ma servono grosse aree di emergenza, così da selezionare i pazienti da ricoverare. Se il Pronto Soccorso funziona, funziona anche l’ospedale”.
In percentuale che presenza di codici rossi, gialli, verdi e bianchi registrate giornalmente?
“In 24 ore abbiamo in media l’1-2% di codici rossi, che quindi sono in immediato pericolo di vita e il 21% di codici gialli, che sono in pericolo di vita in mezz’ora. Dunque 40 pazienti in codice giallo e dai 3 ai 6 in codice rosso. Il resto appartiene ai codici verde e bianco e dunque senza, o quasi, urgenza di visita”.
Rispetto alle altre strutture laziali il Pronto Soccorso del Goretti come riesce a gestire le proprie esigenze?
“Ausiliari, infermieri e medici fanno un lavoro encomiabile. Basta pensare al carico record di 108 pazienti che abbiamo avuto contemporaneamente. Mentre stiamo parlando abbiamo 40 pazienti seguiti da 5 medici e 6 infermieri, mentre in osservazione temporanea c’è un medico e due infermieri. La situazione certo non è facile ma il paziente che entra in Pronto Soccorso viene curato dal primo istante fino a quando non esce. Noi non mettiamo pazienti in corridoio, come purtroppo avviene in alcuni ospedali romani”.
Il prossimo passo sarà quindi l’assunzione di personale che riguarda anche il Pronto Soccorso pediatrico...
“Arriveranno altri medici e altri infermieri, assunzioni che erano ferme per via del Piano di rientro con il quale la Regione aveva impedito che al personale in pensione ne subentrasse altro. Anche il Pronto Soccorso pediatrico è in attesa di nuovi medici. Attualmente funziona ma anche lì ci sono difficoltà di risorse. Può capitare che 2 volte su 10 i bambini che arrivano siano costretti ad andare su al terzo piano perché non c’è il pediatra”.
Insomma, organizzazione e fattore umano sono al centro del progressivo e necessario miglioramento dei servizi sanitari. Latina apre la strada. Roma la segua!

di Massimiliano Picardi