Da
anni se ne parla, tutti la vogliono, la normativa lo consente, ma la “farmacia
dei servizi” non decolla. Eppure viene indicata come una soluzione ai problema
della Sanità pubblica che deve affrontare la crisi economica a fronte di un
aumento della richiesta di salute da parte dei cittadini, che grazie alle cure
beneficiano di una sopravvivenza più lunga. In questo contesto i farmacisti
pubblici vogliono riqualificare il loro ruolo diventando parte integrante del
Servizio sanitario nazionale, applicando in maniera sistematica e non a spot la
normativa vigente che consente alle farmacie di essere il primo e più facile
sportello di accesso alla prestazione dei servizi sanitari.
La rivoluzione è in corso ma deve essere avallata dalla convenzione scaduta che deve regolare il rapporto fra le Regioni e le farmacie. Praticamente la farmacia pubblica potrebbe diventare un presidio territoriale della Asl con molte funzioni, a partire dai cup e dal pagamento del ticket, già in atto in alcune strutture, ma anche erogazione di servizi e prestazioni a volte in convenzione, a volte con minima spesa per il cittadino, utilizzando anche figure professionali esterne. Ma ce la farà il Servizio Sanitario Nazionale ad organizzare un tale sistema e a sostenerlo finanziariamente? Assofarm ritiene di sì, perchè la medicina territoriale ha lo scopo di prevenire le malattie e di evitare gli innumerevoli ricoveri delle persone anziane che utilizzano una larga fetta dei costi della Sanità.
La rivoluzione è in corso ma deve essere avallata dalla convenzione scaduta che deve regolare il rapporto fra le Regioni e le farmacie. Praticamente la farmacia pubblica potrebbe diventare un presidio territoriale della Asl con molte funzioni, a partire dai cup e dal pagamento del ticket, già in atto in alcune strutture, ma anche erogazione di servizi e prestazioni a volte in convenzione, a volte con minima spesa per il cittadino, utilizzando anche figure professionali esterne. Ma ce la farà il Servizio Sanitario Nazionale ad organizzare un tale sistema e a sostenerlo finanziariamente? Assofarm ritiene di sì, perchè la medicina territoriale ha lo scopo di prevenire le malattie e di evitare gli innumerevoli ricoveri delle persone anziane che utilizzano una larga fetta dei costi della Sanità.
