33 strutture in 13 regioni italiane: è questo il campione al
quale fa riferimento il Rapporto “Oncologia: personalizzazione delle cure,
rispetto del tempo, consenso informato. Focus sul cancro al colon retto”
presentato a Roma da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, in
collaborazione con FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati). E
tra queste 33 soltanto 3, a due anni di distanza dalla legge (la 38 del 2010),
applicano il sistema di incentivi o disincentivi per la registrazione in
cartella clinica del dolore provato dai pazienti durante il ricovero e le
terapie, che invece sarebbe previsto proprio da questa “recente” normativa.

Ma quello che colpisce di più sono le differenze tra una
struttura e l’altra e tra un territorio e l’altro nei “trattamenti” e nelle
“politiche” di personalizzazione e umanizzazione delle cure in un settore così
delicato come quello dell’oncologia.
“Uno dei punti che destano maggiore preoccupazione – si
legge nel comunicato diffuso da Cittadinanzattiva - è la difficoltà per i
cittadini di accesso ai tempi di attesa
per interventi chirurgici e procedure invasive in regime di ricovero
ordinario/day hospital, poiché in rarissimi casi l’informazione è trasparente e
immediatamente disponibile.