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venerdì 10 aprile 2015

Pari opportunità. Vigiliamo sull’attuazione delle leggi


La società, considerata nella sua completa essenza e cioè luogo comunitario, è in continua evoluzione. Con essa modelli e situazioni che creano sempre nuove e più complesse esigenze. Esigenze che presuppongono nuove dinamiche non soltanto relazionali, ma anche giurisprudenziali. Per questo oggi la nuova parola d’ordine è “conciliazione”. Ed è una sfida aperta che rientra in una dimensione generale di adeguamento ai nuovi mercati ed ai nuovi processi di lavoro, specialmente all’interno delle aziende sanitarie ed ospedaliere, vincolate come sono al mantenimento dei livelli essenziali di assistenza e con costanti ridotte risorse economiche disponibili. Conciliazione perché è divenuto oggi necessario, nei rapporti tra il mondo del lavoro e l’essenza della famiglia, predisporre direttive, informative, raccomandazioni e suggerimenti, affinché si adottino misure in grado di salvaguardare la possibilità di conciliare la vita familiare con quella lavorativa. E non si tratta certo di una questione meramente femminile includendo in essa equilibri famigliari riguardanti sia l’uomo, la donna che i figli. Una visione d’insieme pertanto risulta assolutamente necessaria per evitare una eccessiva “femminilizzazione” della questione conciliazione, cosa che impedirebbe nei fatti un’effettiva equità di genere, finendo con l’alterare la comprensione e la portata reale del problema; la conciliazione andrebbe considerata, invece, come una questione di famiglia, nella quale uomini e donne si sentano e siano ugualmente coinvolti.