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venerdì 13 novembre 2015

In Italia la spesa sanitaria diminuisce ancora. E si allarga la forbice con l’Ue


“In Italia dunque si spende in sanità decisamente meno rispetto ai Paesi europei più direttamente confrontabili con il nostro Paese e i divari stanno crescendo nel tempo”. È quanto emerge dall’analisi dell’X Rapporto Meridiano Sanità della European House Ambrosetti presentato recentemente a Roma.
Il rapporto, come di consueto, ha scattato una fotografia delle performance sanitarie italiane ed europee mettendole a confronto attraverso il Meridiano Sanità Index. Quest’anno inoltre si è anche valutato come il contenimento della spesa sanitaria pubblica nel tempo ha compromesso le performance del sistema sanitario nazionale. E i dati, infatti, non sorridono, rispetto all’anno scorso l’Italia rispetto ai paesi dell’Ue 14 ha perso una posizione (dal 9° al 10° posto). Un peggioramento che dello stato di salute che se unito all’evoluzione del quadro demografico ed epidemiologico rischiano di portare la spesa sanitaria pubblica al 9,9% del Pil nel 2050 (la previsione dello scorso anno era di 9,5% del pil al 2050).

venerdì 23 gennaio 2015

Per la Corte dei conti dal 2010 la spesa sanitaria è in calo di 3 miliardi di euro

Per rendersi davvero conto di quanto superfluo produceva la sanità italiana in questi ultimi anni, basta pensare che è stata segnalata dalla Corte dei Conti una discesa della spesa sanitaria di 3,1 miliardi di euro tra il 2010 e il 2013 pari al -2,8%. Un risultato ottenuto soprattutto attraverso la contrazione della spesa per il personale e della farmaceutica convenzionata, anche se si segnala come i ticket sui medicinali siano cresciuti del 66% negli ultimi 4 anni. Permangono invece “difficoltà” nel contenere la spesa farmaceutica ospedaliera nonostante il ‘tetto’. E non si contrae nemmeno la spesa per beni e servizi. Bene invece i conti delle Regioni in Piano di rientro che riducono i disavanzi, anche se le coperture richieste ai cittadini in molte Regioni (con addizionali Irpef e Irap alle stelle) continuano ad essere essenziali per far quadrare i conti di Asl e ospedali. Ora bisognerà vedere, però, quanto di non superfluo, ma essenziale, si è andato a tagliare, e qui comincia il dibattito.
Questo è quanto emerge dall’analisi dell’ampio capitolo che la Corte dei conti dedica alla Sanità nella sua ‘Relazione sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2013 degli enti territoriali’

venerdì 7 novembre 2014

Quanto costa il lavoro medico? I medici di famiglia guadagnano il 38% in più degli ospedalieri

Non tutti i medici sono uguali. Almeno dal punto di vista retributivo. Uno studio presentato all'ultimo congresso dello Smi, infatti, svela le retribuzioni medie annue dei camici bianchi italiani. Se un medico di medicina generale percepisce in media 60,7 euro l'ora, il collega dirigente ospedaliero non arriva a 38 euro. Per scendere ai 24 euro orari della guardia medica. Ma non basta, il costo dei medici rapportato al numero di abitanti, varia anche da regione a regione. Ad un primo sguardo il livello di retribuzione media annua tra le varie categorie professionali mediche sembrerebbe indicare che, con 111mila euro l'anno, i pediatri siano la categoria con il guadagno maggiore, seguiti dai medici di famiglia con oltre 75mila euro, i medici dirigenti con oltre 73mila euro, gli specialisti ambulatoriali con più di 36mila euro, la Guardia medica con poco più di 27mila euro l'anno, per finire con la Medicina dei servizi che segna una retribuzione media annua di poco superiore ai 17mila euro.

lunedì 21 aprile 2014

Quali tutele hanno le famiglie per una vita sostenibile?

Presentata la ricerca di Cittadinanzattiva sulle fasce deboli e i servizi pubblici locali

Ogni famiglia spende in media 900 euro l’anno per i servizi sanitari, che si vanno ad aggiungere ai 333 euro per l’acqua, 308 per i rifiuti, 512 euro per la bolletta elettrica, 1.162 per il gas, 290 per il trasporto pubblico. Sono questi i dati emersi dall’ultima indagine rielaborata dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva sulle fasce deboli e i servizi pubblici locali.
La spesa media sostenuta nel 2012 da una famiglia per farmaci e le visite specialistiche (secondo l’Istat) è in flessione del 6,2% rispetto al 2011 e del 10% rispetto al 2008, ma il dato preoccupante è che sono in aumento i ticket (+13,4% su specialistica fra 2011 e 2012, +5,2% per i farmaci). Le regioni in cui l’aumento dei ticket è stato più pesante sono Toscana (+23,4%), Basilicata (23,3%), Veneto (+22,7%), Liguria (+21,5%).

domenica 9 febbraio 2014

Cure transfrontaliere: criticità e proposte secondo Cittadinanzattiva

Gli italiani dovranno ancora aspettare prima che la Direttiva europea sulle cure transfrontaliere passi dalla teoria ai fatti. Il decreto attuativo è stato firmato dal Governo lo scorso 4 dicembre, ma, perché diventi effettivo, bisogna attendere anche il parere delle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato e quello della Conferenza Stato-Regioni.
Qualche criticità però è già stata evidenziata in un documento pubblicato da Cittadinanzattiva che punta il dito su costi, non omogeneità fra le Regioni e burocrazia ancora elevata.

giovedì 14 marzo 2013

Più controlli sulla riabilitazione ospedaliera


Un tavolo tecnico ha emesso i nuovi criteri di appropriatezza ed efficienza

Bandiera nera per Lazio e Lombardia: sono queste le due regioni meno virtuose d’Italia secondo il rapporto stilato dal Tavolo tecnico multidisciplinare istituito presso il Ministero della salute e coordinato dal Siveas, al termine di un periodo di analisi dell’attuale situazione relativa alla riabilitazione ospedaliera.
L’indagine è alla base di un documento che indica i nuovi parametri per la a definizione dei così detti “criteri di appropriatezza ed efficienza dei ricoveri di riabilitazione ospedaliera” e ha consentito di rilevare le maggiori criticità presenti nel “percorso del paziente” coinvolto in attività di riabilitazione presso strutture sia pubbliche che private.

giovedì 12 luglio 2012

I tagli alla spesa sanitaria preoccupano gli italiani


L’equilibrio tra spending review ed efficienza del sistema sanitario nazionale non è certo uno scherzo: ne sono consapevoli tanto gli addetti ai lavori quanto i cittadini, che hanno manifestato non pochi dubbi rispetto ai tagli alla spesa pubblica previsti dal Governo Monti. Proprio a voler ribadire che la salute non si tocca.
Sono molto interessanti a questo proposito i dati diffusi dalla Società Italiana di Medicina Generale (Simg), cha ha prodotto un sondaggio online su un campione di circa 3.500 persone per misurare il livello di soddisfazione dei cittadini rispetto ai servizi sanitari. Ebbene, 8 italiani su 10 danno un giudizio complessivamente positivo, pur riscontrando come pecca e principale danno per la qualità del sistema la poca meritocrazia osservata nei nostri ospedali.