“Il fenomeno di progressiva “proletarizzazione” dei medici non trova
riscontro solo nel peggioramento delle loro condizioni economiche. A essere
sempre più compromessa è la capacità di incidere su aspetti vitali della loro
attività professionale: dalle condizioni di lavoro (orario, turni,
reperibilità), al salario; dalle modalità di conferimento degli incarichi alla
revoca di quelli di struttura semplice e complessa indipendentemente da ogni
procedura di valutazione. Un fenomeno che peraltro interessa, anche se in forma
più contenuta, tutto il comparto della pubblica amministrazione, additato dalla
stampa e da molti politici come il principale responsabile del dissesto
finanziario del paese. E basta a tal proposito ricordare le campagne lanciate
da Brunetta contro i fannulloni annidati nella pubblica amministrazione per
capire come l’operazione sia stata architettata a tavolino.
