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martedì 20 gennaio 2015

L'Ocse promuove la sanità italiana, ma i tagli pregiudicano il futuro

Non è facile gestire un bilancio risicato all’osso, specie quando questo bilancio viene da gestioni dissennate. E quindi non è facile neanche garantire che gli sforzi in atto per contenere la spesa in campo sanitario non vadano a intaccare la qualità dei servizi, specie quelli imprescindibili legati alla salute pubblica, facendo attenzione a non mettere in maggiore difficoltà le Regioni dalle infrastrutture più deboli, ma, al contrario, permettendo a queste di erogare servizi di qualità pari alle Regioni “migliori”. L'analisi è contenuta nella ‘Revisione Ocse sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia’, frutto di un lavoro di indagine e ricerca avviato da un progetto del 2012 finanziato dal ministero della Salute ed elaborato dalla Divisione Salute dell’Ocse di Parigi, con la collaborazione di Agenas e della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute. Lo studio mette in evidenza quelli che sono gli aspetti positivi del Sistema Sanitario nazionale individuati nel documento. Emergono in primis gli indicatori di esito, qualità ed efficienza che risultano uniformemente notevoli. L’aspettativa di vita, 82.3 anni, è la quinta più alta tra i Paesi Ocse.