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venerdì 28 agosto 2015

Ancora tagli alla sanità? Tutto si può fare, ma non raccontiamo più balle agli italiani


Manca poco più di un mese e mezzo al 15 ottobre. Entro quella data è attesa la nuova legge di stabilità. Un appuntamento nevralgico per il Paese che ogni anno segna il passo dei Governi e rispecchia la loro capacità di rispondere agli stimoli (positivi o negativi) del contesto economico e sociale. Quest’anno, come annunciato e ribadito a più riprese da Matteo Renzi, il “piatto forte” dovrebbe essere l’abolizione di Tasi e Imu prima casa. Una promessa da almeno 4,5 miliardi, cui bisogna aggiungere circa 22,5 miliardi (i calcoli sono della Cgia di Mestre) necessari per evitare l’aumento dell’Iva, il ritocco all’insù delle accise sui carburanti e per rispettare le disposizioni stabilite della Corte Costituzionale con le sentenze sulle pensioni e sul rinnovo dei contratti del Pubblico Impego. In sostanza stiamo parlando di almeno 27 miliardi di fondi da reperire a fronte dei quali appare quindi evidente che, al di là delle speranze su qualche bonus dall’Europa in materia di rispetto dei parametri di bilancio, ci dobbiamo attendere una bella sforbiciata alla spesa pubblica. La domanda che più ci interessa è se questa ennesima sforbiciata riguarderà anche la sanità.