Finalmente si comincia a lavorare sul serio per erigere un corposo
argine contro le dipendenze. Perché per combattere questo bubbone la severità
fine a se stessa non serve a nulla. C’è invece bisogno di prevenzione e di
educazione, diremo noi. Cultura della vita e visione positiva contro il
masochismo che si cela dietro la vita di molti adolescenti. Non è facile ma il
governo cerca di farlo. E lo fa con un protocollo siglato recentemente tra il
Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e il Dipartimento
per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con
questo vengono messi a punto interventi comuni per prevenire l’uso di sostanze
pericolose, lecite e illecite, anche diffuse dal web. E per scoraggiare
comportamenti dannosi per la salute, come il gioco d’azzardo patologico e l’uso
non controllato di internet.
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martedì 7 aprile 2015
lunedì 19 novembre 2012
X Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole
Sul sito di Cittadinanzattiva il kit per aderire all’iniziativa
di Massimiliano Picardi
C’è ancora qualche giorno di tempo per aderire alla X Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, iniziativa promossa da Cittadinanzattiva per le giornate di venerdì 23 e sabato 24 novembre nelle scuole di tutta Italia. E dalle elementari ai licei, in oltre cinquemila istituti, si parlerà di “sicurezza” a tutto tondo: dal contrasto al vandalismo e al bullismo per arrivare all’educazione al benessere e ai corretti stili di vita, dalla sicurezza stradale alla prevenzione del tabagismo. Protagonisti della due giorni studenti, genitori, insegnanti e chiunque abbia a cuore i temi della sicurezza e della salute.
L’iniziativa, che si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Dipartimento nazionale della Protezione Civile e in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, quest’anno coincide con il decennale del terribile terremoto del Molise, in cui morirono 27 bambini e una maestra sotto il crollo della scuola elementare “Jovine” di San Giuliano. Ed è per questo che tra le attività più “sentite” di questa edizione ci saranno dibattiti su come rendere gli edifici scolastici più sicuri e “a prova di terremoto”, oltre a nuove proposte sull’adeguamento dei piani comunali di emergenza.
venerdì 6 luglio 2012
Consumo di alcol tra i giovani, pubblicata la relazione del Ministero della Salute
23/02/2012
L’articolo 8 della legge 30.3.2001 n. 125 dispone che il Ministro della Salute trasmetta al Parlamento una relazione annuale sugli interventi realizzati e su quelli da predisporre sulla base delle relazioni sottoscritte dalle Regioni e dalle Province Autonome sul preoccpuante fenomeno dell'abuso di alcol tra i giovani.
I dati raccolti confermano una tendenza che vede i ragazzi italiani sempre di più assomigliare nelle loro abitudini di consumo ai giovani dell'Europa del Nord e non è certo questo il contesto nel quale conviene imitare quei Paesi.
Riportiamo di seguito alcuni passaggi della Premessa alla Relazione scritta proprio dal Ministro Balduzzi.
I più recenti dati rilevati sui consumi alcolici e i modelli di consumo del nostro Paese consolidano la percezione di un avvenuto passaggio dal tradizionale modello mediterraneo, con consumi quotidiani e moderati, incentrati prevalentemente sul vino, a un modello più articolato, che risente sempre più dell’influsso culturale dei Paesi del Nord Europa, pur restando ancora legato, soprattutto fra i soggetti più anziani, alle tradizionali bevande alcoliche e abitudini di consumo.
Il decennio 2000-2010 ha visto in particolare la crescita fra i giovani e i giovani adulti dell’abitudine al consumo, oltre che di vino e birra, anche di superalcolici, aperitivi e amari, che implicano spesso consumi lontano dai pasti e con frequenza occasionale. L’ aumento dei consumi fuori pasto è stato rilevante nel decennio sia fra gli uomini che
tra le donne, che hanno registrato un aumento quasi pari a quello degli uomini; il consumo fuori pasto si è particolarmente radicato tra i più giovani e i giovanissimi: nella fascia di età 18-24 anni i consumatori fuori pasto sono passati dal 33,7% al 41,9% e tra i giovanissimi di 14-17 anni dal 14,5% al 16,9%. Tra le ragazze di quest’età
nell’ultimo quindicennio la quota di consumatrici fuori pasto si è quasi triplicata.
Anche il binge drinking, modalità di bere di importazione nordeuropea che implica il consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco di tempo, si è ormai diffuso stabilmente a partire dal 2003, registrando un costante aumento in entrambi i sessi, e nel 2010 ha riguardato il 13,4% degli uomini e il 3,5% delle donne.
Queste nuove abitudini di consumo sono fenomeni indubbiamente preoccupanti, in quanto comportano l’esposizione della popolazione a nuovi rischi alcolcorrelati, legati ad una assunzione di alcol episodica, lontana dai pasti, spesso in quantità eccessive, che si aggiungono a quelli legati al consumo tradizionale, quotidiano e protratto nel tempo, ancora persistente nel nostro Paese e che può essere dannoso quando non si accompagna alla necessaria, rigorosa moderazione.
I nuovi rischi derivanti dalle nuove modalità di bere mettono a repentaglio più facilmente, oltre alla salute del singolo bevitore, anche la sicurezza sociale, quando il consumo di alcol avviene in contesti e situazioni particolari quali la guida o lo svolgimento di attività lavorative.
Anche se l’Italia continua ad occupare un posto tra i più bassi nella graduatoria europea per consumo annuo pro capite di alcol puro ed è uno dei Paesi dell’Unione Europea con un maggior numero di astemi, la rilevante trasformazione avvenuta nei modelli di consumo attenua la positività di tali dati dando luogo a problemi che richiedono un attento monitoraggio e l’adozione di adeguate misure di contrasto.
Complessivamente, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il 25,4% degli uomini ed il 7,3% delle donne di età superiore a 11 anni, circa 8.600.000 persone, consumano alcolici senza rispettare le indicazioni di consumo delle agenzie di sanità pubblica, esponendosi a rischi alcolcorrelati. Tale quadro appare ancora più preoccupante se si
considera che nei consumatori di bevande alcoliche sono presenti più frequentemente che nei non consumatori comportamenti o abitudini che possono aggravare il rischio connesso all’uso di alcol quali l’uso quotidiano dell’automobile o l’abitudine al fumo.
Per leggere la Relazione si rimanda la sito web del Ministero della Salute
di Massimiliano Picardi
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