sabato 14 marzo 2015

Il sale, nemico o alleato della salute? Scienziati divisi

A distanza di pochi giorni, due articoli pubblicati su prestigiose riviste internazionali giungono a conclusioni opposte sugli effetti del sale sulla salute. Secondo la review pubblicata su JACC l’eccesso di sale è un vero e proprio flagello, a prescindere che aumenti o no la pressione. Ma un lavoro tedesco pubblicato su Cell Metabolism, lo propone addirittura come strategia vincente contro le infezioni. Ora bisognerà mettersi d’accordo, questo è il nostro pensiero, perché non c’è nulla di più dannoso per la salute del cittadino, di una disputa su tematiche così delicate per la salute pubblica da parte della scienza e della ricerca.
Qualche giorno fa la rivista Time ha dedicato al sale un servizio nel quale veniva definito come potente alleato della salute nella lotta contro i batteri. Ora arriva invece da JACC (Journal of the American College of Cardiology), la rivista dei cardiologi americani, una revisione degli articoli pubblicati in letteratura che porta gli autori di questo lavoro a concludere che il sale fa male, sempre. A prescindere dal fatto che faccia o meno aumentare la pressione arteriosa.

lunedì 9 marzo 2015

Lo “Sportello donna” del San Camillo deve continuare ad esistere

Esiste da cinque anni e mezzo il Centro di accoglienza al Pronto Soccorso dell'ospedale San Camillo di Roma. Ed esiste a ragion veduta, visto che in questi anni il centro ha dato assistenza ad oltre duemila donne vittime di violenza. La stragrande maggioranza sono italiane, sposate o conviventi, ma anche donne libere che spesso hanno detto basta a un rapporto che non volevano più. Sono soprattutto donne tra i 30 e i cinquantacinque anni. Madri di famiglia, studentesse ed anche pensionate. Sei su dieci hanno subito anche più di una forma di violenza. Donne che conoscono bene loro carnefici: sono i mariti, i conviventi, parenti e anche ex fidanzati; padri, fratelli e figli. Ma possono essere anche conoscenti stretti e colleghi di lavoro. Raramente l’aggressore è uno sconosciuto. E la maggioranza sono ancora sotto il giogo di chi le ha maltrattate.

lunedì 2 marzo 2015

Sì ai tagli alla sanità, ma attenzione a non cancellare i diritti alla salute dei cittadini

Si è conclusa la Conferenza Stato-Regioni che ha convenuto sull’importo di 2,352 miliardi da tagliare al fondo sanitario 2015, rinviando però a nuova intesa (da adottare entro il prossimo 31 marzo) il dettaglio delle misure da adottare per garantire i risparmi in sanità. Inoltre sono previsti anche tagli per 285 milioni sull’edilizia sanitaria. Il tutto quindi porta la cifra dei tagli per la sanità a quota 2,637 miliardi di euro. Sono state quindi individuate misure di razionalizzazione ed efficienza della spesa del Sistema sanitario nazionale ma al contempo al rafforzamento dei sistemi di monitoraggio in ordine all’attuazione del Regolamento sugli standard ospedalieri. Le Regioni e le province autonome potranno conseguire, comunque, il raggiungimento dell’obiettivo finanziario intervenendo su altre aree della spesa sanitaria, alternative rispetto a quelle individuate dall’intesa da sancire entro il 31 marzo prossimo, ferma restando la garanzia del raggiungimento dell’equilibrio di bilancio del proprio Sistema sanitario regionale, assicurando in ogni caso, economie non inferiori a 2,352 miliardi di euro.

martedì 24 febbraio 2015

Per il ministro c’è un abuso nell’uso del Pronto Soccorso. E pensa ai Ticket


Le recenti dichiarazioni del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in una trasmissione televisiva, fanno riflettere. La prima reazione potrebbe essere di fastidio, ossia pensare che così si chiude sempre più la porta nei confronti degli indigenti. Ma a bene vedere le cose non starebbero così. Anche perché troppi sono i nodi ancora irrisolti della sanità italiana: dai tagli agli sprechi, fino alla disorganizzazione e alle differenze tra le varie Regioni. Ma tutto deve partire dall’informatizzazione della rete in maniera capillare, eliminando le diseguaglianze che caratterizzano le varie aree geografiche d’Italia. Un modello unico da seguire, questo serve, anche se applicarlo, lo sappiamo bene, non è facile. Anche perché, come ha rimarcato la Lorenzin, oggi uno dei problemi in sanità è “far applicare la legge nazionale alle Regioni” ribadendo che “se le Regioni non applicano le norme si mandano i commissari”.

venerdì 20 febbraio 2015

20 minuti al giorno di passo svelto allungano la vita di qualche anno

Uno studio americano condotto su 33 mila persone dimostra quello a cui molti non vorrebbero credere. Infatti, pare che la sedentarietà è causa di morte più dell’obesità. Anzi, a voler essere precisi, la prima uccide il doppio della seconda. E questo studio, appena pubblicato su American Journal of Clinical Nutritione, in origine era mirato a individuare possibili correlazioni tra cancro e dieta e che tra le altre variabili ha registrato anche attività fisica e indice di massa corporea (BMI).
La ricerca ha analizzato dati relativi a oltre 334 mila persone di entrambi i sessi e, confrontando il numero dei decessi tra diversi gruppi,  ha scoperto che quelli correlabili all’obesità erano circa la metà di quelli legati alla sedentarietà. La buona notizia è che basta un minimo di attività fisica, ma praticata con costanza, cioè tutti i giorni, per correggere questo elemento di rischio, soprattutto tra i più giovani. E la ‘dose’ minima di attività fisica raccomandata dal primo autore dello studio, Ulf Ekelund, professore di medicina sportiva presso l’Unità di Epidemiologia del Medical Research Council (Università di Cambridge), è una camminata a passo veloce per 20 minuti al giorno.

sabato 7 febbraio 2015

Allarme depressione. L’uso di antidepressivi è in costante aumento


E’ definita la malattia del secolo. Strisciante e subdola, colpisce nel segreto dell’intimità umana e lascia tracce profonde. Una malattia a cui non piace il palcoscenico, spesso sottovalutata dalla medicina tradizionale, eppure altamente invasiva e drammaticamente attuale. E’ la depressione, che quando colpisce lascia segni che vanno a stravolgere la vita di relazione degli esseri umani. Il diffondersi sempre più evidente della depressione è evidente nei dati del Rapporto Osmed 2014 diramati all'Aifa: nel nostro Paese il consumo di antidepressivi è divenuto talmente ampio da costituire, a detta dei vertici dell’agenzia, 'una delle principali componenti della spesa farmaceutica pubblica'. Durante i primi 9 mesi del 2014, i nostri concittadini hanno acquistato più antidepressivi, e contestualmente meno antibiotici e meno vaccini. Non c'è da stupirsi: da tempo la rabbia e la depressione vengono individuati da enti di ricerca e istituzioni quali fattori chiave della crisi sociale che stiamo attraversando. Ciò che invece stupisce è che si continui a trascurare l'opportunità di appropriatezza ed efficacia offerta dall'apporto di psicologi e psicoterapeuti, le cui potenzialità vengono tuttora colpevolmente trascurate dal Servizio Sanitario Nazionale. Eppure curare la depressione costa poco rispetto ai costi diretti ed indiretti che genera.

martedì 3 febbraio 2015

Uno studio Istat svela il “sommerso” della sanità italiana e traccia nuove prospettive

Si chiama Multiscopo ed ha venti anni l’indagine sulla salute che l’Istat ha pubblicato recentemente creando un patrimonio informativo ricco e importantissimo per le politiche sanitarie, e che permette di comprendere meglio le trasformazioni in atto nel Paese. Le nuove caratteristiche e dimensioni dell’abuso di alcol in Italia, la correlazione tra aumento della disabilità e l’invecchiamento della popolazione, il legame tra rischio di morire e livello di istruzione: si tratta di dinamiche essenziali per fotografare il quadro del nostro Paese e che l’Istat ha potuto misurare soltanto grazie alle sue indagini. Un sistema di rilevazioni che, dal 1993, costituisce uno spaccato per eccellenza del nostro paese per ampiezza dei temi trattati, accuratezza metodologica e campione raggiunto. Progettata per la produzione di dati sugli individui e sulle famiglie, l'indagine Multiscopo è diventata una miniera d'informazioni sulle trasformazioni della società italiana ed è stata dibattuta nel convegno dal titolo ‘Qualità della vita in Italia: vent'anni di studi attraverso l'indagine Multiscopo’, svoltosi presso la sede dell’Istat di Roma.