Finalmente si comincia a lavorare sul serio per erigere un corposo
argine contro le dipendenze. Perché per combattere questo bubbone la severità
fine a se stessa non serve a nulla. C’è invece bisogno di prevenzione e di
educazione, diremo noi. Cultura della vita e visione positiva contro il
masochismo che si cela dietro la vita di molti adolescenti. Non è facile ma il
governo cerca di farlo. E lo fa con un protocollo siglato recentemente tra il
Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e il Dipartimento
per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con
questo vengono messi a punto interventi comuni per prevenire l’uso di sostanze
pericolose, lecite e illecite, anche diffuse dal web. E per scoraggiare
comportamenti dannosi per la salute, come il gioco d’azzardo patologico e l’uso
non controllato di internet.
martedì 7 aprile 2015
venerdì 27 marzo 2015
Venti storie su come i media raccontano la disabilità. Il rapporto della Fondazione Matteotti
Fino a cinquanta anni fa la disabilità era indice di
vergogna. Tantissimi i casi, soprattutto nel nostro Meridione, nel quale il
figlio affetto da patologie invalidanti veniva recluso in casa e reso oggetto
di mistero agli altri perché considerato un segno punitivo del destino. Ci sono
voluti anni, studi, ma soprattutto cinema e televisione, a far uscire di casa e
far vivere diversamente la propria disabilità milioni di disabili, che
finalmente hanno potuto esprimersi e far capire che l’accoglienza e la partecipazione
possono fare miracoli.
Ora, la disabilità sta diventando una presenza che “pesa”.
Ma pesa non più come macigno di cui liberarsi, piuttosto che ha valore,
consistenza, efficacia. Il processo è lungo, la direzione incerta, gli esiti a
volte discutibili ma, comunque, qualcosa sta cambiando. È questa la diagnosi
emersa da “Disabilità e media”, il Rapporto della Fondazione Matteotti 2012
presentato a Roma, nella biblioteca della Camera dei Deputati che ha monitorato
una serie di storie di disabilità raccontate da alcune delle maggiori testate
nazionali di informazione di carta stampata e siti internet specializzati,
cogliendo peculiarità, dati emergenti e trend
nelle modalità di rappresentazione dei diversamente abili da parte dei
media.
venerdì 20 marzo 2015
Un selfie mentre si beve acqua per prevenire le malattie dei reni
Dopo la doccia ghiacciata dell’estate scorsa, oggi può
andare di moda un selfie mentre si beve acqua. E’ l’iniziativa lanciata in
occasione della Giornata mondiale del rene che sancisce il connubio tra SIN,
Società italiana di Nefrologia, Aned, l’Associazione nazionale emodializzati e
il gruppo San Pellegrino, per promuovere la diffusione della conoscenza delle
malattie renali, spesso trascurate e invece campanello d’allarme per le
malattie di cuore. “Water selfie Campaign” ci accompagnerà per un mese e più
dal 12 marzo scorso e per ogni fotografia inviata al sito della SIN
(www,sin.it), di Aned (www.aned-onlus.it) e di www.hydrationalab.it, il guppo
San Pellegrino verserà 50 centesimi per una guida educazionale con i principali
accorgimenti per mantenere sani i nostri reni: dalla giusta e corretta
alimentazione, all'idratazione, alla necessità di sottoporsi almeno ogni due
anni a esami di base, alla ricerca della creatinina e dell’albumina, oltre
all’esame delle urine. Con la guida, l'Aned potrà continuare per tutto l’anno a
parlare di prevenzione renale nelle scuole e negli ospedali.
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sabato 14 marzo 2015
Il sale, nemico o alleato della salute? Scienziati divisi
A distanza di pochi giorni, due articoli pubblicati su
prestigiose riviste internazionali giungono a conclusioni opposte sugli effetti
del sale sulla salute. Secondo la review pubblicata su JACC l’eccesso di sale è
un vero e proprio flagello, a prescindere che aumenti o no la pressione. Ma un
lavoro tedesco pubblicato su Cell Metabolism, lo propone addirittura come
strategia vincente contro le infezioni. Ora bisognerà mettersi d’accordo,
questo è il nostro pensiero, perché non c’è nulla di più dannoso per la salute
del cittadino, di una disputa su tematiche così delicate per la salute pubblica
da parte della scienza e della ricerca.
Qualche giorno fa la rivista Time ha dedicato al sale un
servizio nel quale veniva definito come potente alleato della salute nella
lotta contro i batteri. Ora arriva invece da JACC (Journal of the American
College of Cardiology), la rivista dei cardiologi americani, una revisione
degli articoli pubblicati in letteratura che porta gli autori di questo lavoro
a concludere che il sale fa male, sempre. A prescindere dal fatto che faccia o
meno aumentare la pressione arteriosa.
lunedì 9 marzo 2015
Lo “Sportello donna” del San Camillo deve continuare ad esistere
Esiste da cinque anni e mezzo il Centro di accoglienza al
Pronto Soccorso dell'ospedale San Camillo di Roma. Ed esiste a ragion veduta,
visto che in questi anni il centro ha dato assistenza ad oltre duemila donne
vittime di violenza. La stragrande maggioranza sono italiane, sposate o
conviventi, ma anche donne libere che spesso hanno detto basta a un rapporto
che non volevano più. Sono soprattutto donne tra i 30 e i cinquantacinque anni.
Madri di famiglia, studentesse ed anche pensionate. Sei su dieci hanno subito
anche più di una forma di violenza. Donne che conoscono bene loro carnefici:
sono i mariti, i conviventi, parenti e anche ex fidanzati; padri, fratelli e
figli. Ma possono essere anche conoscenti stretti e colleghi di lavoro.
Raramente l’aggressore è uno sconosciuto. E la maggioranza sono ancora sotto il
giogo di chi le ha maltrattate.
lunedì 2 marzo 2015
Sì ai tagli alla sanità, ma attenzione a non cancellare i diritti alla salute dei cittadini
Si è conclusa la Conferenza Stato-Regioni che ha convenuto
sull’importo di 2,352 miliardi da tagliare al fondo sanitario 2015, rinviando
però a nuova intesa (da adottare entro il prossimo 31 marzo) il dettaglio delle
misure da adottare per garantire i risparmi in sanità. Inoltre sono previsti
anche tagli per 285 milioni sull’edilizia sanitaria. Il tutto quindi porta la
cifra dei tagli per la sanità a quota 2,637 miliardi di euro. Sono state quindi
individuate misure di razionalizzazione ed efficienza della spesa del Sistema
sanitario nazionale ma al contempo al rafforzamento dei sistemi di monitoraggio
in ordine all’attuazione del Regolamento sugli standard ospedalieri. Le Regioni
e le province autonome potranno conseguire, comunque, il raggiungimento dell’obiettivo
finanziario intervenendo su altre aree della spesa sanitaria, alternative
rispetto a quelle individuate dall’intesa da sancire entro il 31 marzo
prossimo, ferma restando la garanzia del raggiungimento dell’equilibrio di
bilancio del proprio Sistema sanitario regionale, assicurando in ogni caso,
economie non inferiori a 2,352 miliardi di euro.
martedì 24 febbraio 2015
Per il ministro c’è un abuso nell’uso del Pronto Soccorso. E pensa ai Ticket
Le
recenti dichiarazioni del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in una
trasmissione televisiva, fanno riflettere. La prima reazione potrebbe essere di
fastidio, ossia pensare che così si chiude sempre più la porta nei confronti
degli indigenti. Ma a bene vedere le cose non starebbero così. Anche perché
troppi sono i nodi ancora irrisolti della sanità italiana: dai tagli agli
sprechi, fino alla disorganizzazione e alle differenze tra le varie Regioni. Ma
tutto deve partire dall’informatizzazione della rete in maniera capillare,
eliminando le diseguaglianze che caratterizzano le varie aree geografiche
d’Italia. Un modello unico da seguire, questo serve, anche se applicarlo, lo sappiamo
bene, non è facile.
Anche perché, come ha rimarcato la Lorenzin, oggi uno dei problemi in sanità è
“far applicare la legge nazionale alle Regioni” ribadendo che “se le Regioni
non applicano le norme si mandano i commissari”.
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