I figli delle donne vittime di stalker avranno il diritto
allo studio garantito
Non ci può essere colore politico quando in ballo ci sono
questioni che incidono in modo così importante sulla qualità della vita dei
cittadini. E nella lotta concreta allo stalking non poteva che muoversi sulla
linea della continuità il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti,
che ha recepito il lavoro portato avanti su questi temi dalla giunta Polverini,
cercando di avviare subito una serie di attività efficaci sia sul piano
dell’impatto mediatico sia per continuare ad arginare un fenomeno che nel Lazio
colpisce oltre 2 milioni di donne. Un fenomeno dilagante che spesso si
trasforma in violenza fisica con conseguenze drammatiche e che richiede immediati
interventi di prevenzione, come già previsto dal Piano nazionale contro la
violenza di genere e lo stalking” approvato dal Ministero per le pari
opportunità già nel novembre 2010.
Dopo l’omaggio quasi dovuto all’infermiera Michela Fioretti,
la donna uccisa il mese scorso dal marito a Dragona, alla quale Zingaretti ha
voluto intitolare il reparto di Dialisi dell’ospedale Grassi di Ostia, è stato
confermato che a breve la Regione approverà una legge che permetterà alle
figlie e ai figli delle donne vittime di stalker di avere il diritto allo
studio garantito.
“Quello che ha colpito Michela - ha dichiarato il presidente
della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - è l’ennesimo drammatico caso di
violenza contro le donne, in questo caso contraddistinto da una grandissima
solidarietà e unità dei colleghi. Noi abbiamo fatto di tutto per far avvertire
alla famiglia e alle bambine che non hanno più la mamma che non sono sole”.
Un sostegno umano che potrà presto concretizzarsi anche in
forme di supporto allo studio per i figlie delle donne vittime di violenza.
“Stiamo studiando il testo - ha precisato Zingaretti -
quanto prima lo approveremo in modo che a queste bambine a cui è stato tolta la
madre per colpa della violenza non rimangano totalmente sole, anche materialmente,
nel prosieguo della loro vita. E’ il minimo che si possa fare sapendo che poi e
necessario anche avviare una durissima campagna culturale, ma anche
legislativa, affinché la si smetta con questa facilità con cui le donne sono
tornate a essere nel mirino della violenza”.
A febbraio 2012, la Regione Lazio aveva già avviato l’iter
per l’istituzione di un Osservatorio regionale per la consulenza, il
monitoraggio, la promozione di studi, ricerche e campagne di informazione e
sensibilizzazione, finalizzato soprattutto a stipulare protocolli d’intesa con
l’autorità giudiziaria e l’autorità di pubblica sicurezza per la definizione di
interventi integrati.
E sulla stessa linea continua a muoversi la giunta
Zingaretti: “Dobbiamo reagire - ha ribadito il presidente della Regione - e io
dico che non solo le istituzioni ma soprattutto gli uomini devono reagire”.
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